scatole

25 12 2007
1
C’è nebbia sta sera, una nebbia che non apprezzo. Non mi permette di godere appieno delle luci. Le lucine che si scorgono in lontananza dalle colline lontane, che effondono non so che tepore lieve e tenue che ti scalda l’anima. L’aria è fredda, e il suo gelo mi ricorda una purezza infantile che non potrà più tornare. L’inevitabilità del suo ritorno è sofferenza, una sofferenza che devo eludere.
Pochi istanti fa ero affacciata alla finestra della mia stanza e vedevo morire la sigaretta trà le mie dita, e a sua volta vedevo questa uccidermi. lentamente. I comignoli delle case adiacenti emettono fumo, un fumo grigio, sereno.
Nessun rumore imperversa per le strade silenti… tutto è in pace.
Se nevicasse sarebbe tutto più placido.
2
Ieri notte ho scritto una poesia: "scatole".
Abbiamo bisogno di inscatolare ogni cosa.
Concettualizzare, classificare, nomenclare, ridimensionare anche ciò che non può e non deve essere ridimensionato. E’ triste vedere la finitezza della mente umana, una scatola anch’essa.
3
E’ triste vedere come un regalo possa toccarti nel profondo, anche se si tratta di un regalo concreto, ridimensionato, classificato, poco surreale.
Eì triste vedere come io sia incapace di esprimere le mie emozioni, ed è triste non riuscire a dire a qualcuno che gli vuoi bene.
Una semplice frase, una scatola anch’essa, che si racchiude in una scatola ancor più grande.
4
La scatola più grande della mia vita non so quale sia. Probabilmente sono io. Ma ce n’è una pesante, che mi trascino dietro da tempo.
Nessun coraggio di aprirla. So già cosa contiene. Nessuna sorpresa, nulla di nuovo.
Nessun coraggio di lasciarmela alle spalle. Nessun coraggio di gettare il contenuto.
L’uomo è possessivo anche con ciò che non possiede. Che non potrà mai possedere. si attacca all’ineluttabilità del suo bisogno inappagato, e nulla può scrostarglila di dosso.
5
L’uomo non sa più godere di ciò che è fine a se stesso. Cerca sempre una spiegazione, una classificazione, un influenza passiva a conferma di ciò che non riesce a vivere da solo. Anche nelle passioni. Anche nelle sensazioni momentanee.
6
le mani di un cieco vedono là dove l’occhio non arriva.
7
I ricordi, sono scatole che difficilmente possiamo gettar via. Ce li portiamo nella tomba, perchè la morte è l’unica ad avere il coraggio di aprire tutte la scatole e mescolarne il contenuto alla rinfusa. Eppure questo è ciò che si dovrebbe fare per vivere appieno e godere della vita.
L’edonismo è rinuncia. Oggi. E loro non lo sanno.
 
 
 
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2 responses

25 12 2007
Giovanni

o Valè hai rotto le scatole

26 12 2007
Rachele

In effetti la paranoia avanza in maniera inarrestabile,mi pare di capire!!!cmq cara valeria trascorro queste giornate tra cibo e libri,senza paranoie ma con la certezza che prima o poi mi toccherà uscire di casa…verremo a trovarti,così mi mostrerai la tua città,che credo di non aver mai visto,invasa dalle luci natalizie e,spero,senza nebbia!Tanto non è che io abbia molti programmi!!ci sentiamo presto cara mila…ciauuuuu..!

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