emarginazione forzata

17 06 2008
Quando il panta rei diventa l’evidente lentezza di una stesi che non lascia spazio a slanci vitali di alcun tipo, quando tutto diventa sfondo, e nulla emerge, tutto è piatto e vuoto di qualunque valore semantico.
Quando il tedio affoga in queste sere troppo fredde, soffocando anche quel piccolo barlume di speranza, l’aria si fa pesante e pregna di illegali profumi esotici nella stanza silenziosa, troppo silenziosa.
E quando l’emarginazione diventa forzata, e assedia giorno e notte il confine che separa l’io dal mondo esterno, tutto si è già arreso in partenza. Un esercito troppo numeroso contro un solo guerriero moribondo che non ha più voglia di combattere.
Lo scopo è vanificato quando è comprensibile e pienamente intelligibile che quel mondo è vaquo, è solo un turbinio di menzogne confezionate con carte sgargianti e nastri colorati… Non c’è nulla per cui valga la pena combattere, nulla che gratifichi l’ipotetica vittoia.
Eppure tutto si fa rabbia e delusione inevitabile quando l’io, malconcio e piccolo, comprende di non poterne fare a meno e cede al bisogno della resa.
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One response

17 06 2008
Elena

NON TI ARRENDERE CHE HO PURE COMPRATO IL TROLLEYYYYYYYYY!!!!!
 
*NORVEGIA STIAMO ARRIVANDO*    *__*

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