dopo il viaggio PARTE 3

5 10 2008
Il cuore ha ripreso il suo battito lento, sempre uguale; e quel ritmo, privo di variazioni, di sussulti, di grida, quel ritmo statico e scialbo che accompagna le giornate vuote, sempre uguali, prive di imprevisti, di sussulti, di grida, è la ruggine che corrode la vita, è il tedio!
E’ la noia che gioca col tempo, guarda i secondi abbandonati a loro stessi ridere dei minuti che presto diverranno, e le ore, sempre più sorde, non odono bellezza, ne slanci passionali. Hanno forse dimenticato che presto anche loro diverranno giorni? O forse sanno già che quei giorni sono ciechi, hanno scelto la strada di Edipo che tutto sapeva nella sua incosapevolezza forzata.
Un verso mi rimboma nella testa "un’imprevisto è la sola speranza, ma mi dicono che è una stoltezza dirselo".
E’ a quel punto che Mnemosine (ancora una volta lei, la dea delle dee) mi porge la mano trascinandomi là dove il mio piede esitava a posarsi, catapultandomi là, dove il tempo è orgoglioso di se stesso e fermandosi davanti allo specchio si dimentica di dover andare, là, dove tutto è perfezione apollinea e dimenticanza bacchica. Là, dove tutto è rumore e silenzio.
 
 
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One response

9 11 2008
Eliana

Quest\’intervento è stupendo.Tempo fa ho scritto anch\’io qualcosa sul ritmo del cuore e i secondi che deridono i minuti. Uno sproloquio davvero poco poetico s\’intenda..Bella.

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