pagina di un diario contemporaneo

31 10 2008
 
 
COPIO UNA PAGINA DEL MYSELF CHE HO SCRITTO IERI NOTTE IN QUANTO LA REPUTO ESPLICATIVA DELLA SITUAZIONE GENERALE CHE SI STA VIVENDO OGGI, QUì, IN QUESTO CUMULO DI IDIOZIE, DITTATURE MEDIATICHE, STRUMENTALIZZAZIONE DEI MASS MEDIA E DELLE MENTI LOBOTOMIZZATE DEGLI ITALIANI!
 
31/10/2008    Venerdì     ORE: 00:11
 
‘Self,
dovrei raccontarti molto sulla Gelmini, sulla politica disintegrata della nostra nazione (semidisintegrata), sulla nuova dittatura che, come una scure, vuol decapitare un’intera generazione volendo farci credere che non vi siano soluzioni alternative valiede e che non sia una dittatura!
Molti di noi quelle soluzioni, anche se non del tutto risoluve, ce le avrebbero. Ma tacciono sotto la deformazione mediatica, sotto il falso che si spaccia per vero. Ma non starò quì a disquisire su questo.
 
 
 
La mia necessità primaria quando scrivo il diario è far emergere la mia interiorità cercando di comprenderla.
E’ più che ovvio che tutto è correlato; come diceva Togliatti "tutto è politica". E’ più che ovvio che in un mondo contemporaneo così disagiato si provi un forte disagio interiore. Più che palese che in un mondo dove tutto è apparire si abbia paura del proprio aspetto. Più che scontato che in un mondo dove tutto è caos mediatico e superficilaità si avverta nel profondo un caotico bisogno di profondità.
Eppure è difficile trovare qualcosa che emerga, difficile far affiorare in superficie un pensiero profondo.
Questo mondo ci ha disabituato a pensare e a riflettere sul mondo. Ci si aspetta che qualcun altro lo faccia al posto nostro!
Questo mondo ci sta facendo chiudere in un interiorità ermetica che non capisce cosa vuole e si arrovella su se stessa per comprendere i propri bisogni INELUTTABILI. Ci spinge ad evadere nel sogno ( di una terra lontana e quasi perfetta come i "cristalli" calviniani), nella fuga (oh mia Norvegia, sei così lontana e irraggiungibile!).
Io so tutto questo e lo vivo sulla mia pelle. E non posso combatterlo. E’ INELUTTABILE.
Mi guardo vivere come i poeti crepuscolari e resto sospesa in un tira e molla che va dal bisogno di rinchiudermi in una stanza da sola con un libro, alla disperata esigenza di ritrovarmi in mezzo a tanta gente.
E’ difficile restare soli in questo mondo che ci conduce alla solitudine più buia attraverso la vuota e artificiale mediazione comunicativa. Dov’è finito il tatto? Dove la voce? Dove finiranno l’inchiostro e l’odore puro della carta?
E’ ovvio allora che la condanna sia quella di non essere capaci di instaurare una relazione seria, nè di vivere da soli.
Il vero dissidio è quello tra solitudine e incapacità di essere soli.
Ed è proprio il MORBO di questa contemporaneità che ci ha portato a questa sorta di irrimediabile schizofrenia.
Eppure sento già che capirlo è un passo in avanti.
Comprendere tutto questo forse ci può aiutare a combatterlo.
Ma sto parlando al plurale e mi sto sbagliando.
Quanti di noi lo hanno compreso?
Quanti di noi si sono posti la domanda?
E’ più che certo che non mi rivolgo agli "stolti"; coloro che, ignari di tutto ciò che gli sta intorno sono ignari di tutto ciò che gli sta dentro. Eppure non siamo tutti degli stolti oggi?
Una società che preferisce che altri pensino per lei. Una società oligarchica e già morta in partenza. Ma forse anche tutto ciò che sto scrivendo è riduttivo e mi è già passato per la mente di pubblicare tutto sul blog (anche se molti leggeranno solo la prima riga e poi, stufi di pensare, chiuderanno la pagina per tornare a lobotomizzarsi il cervello con msn o i giochi on line).
Così che questa cessa di essere una pagina di diario per trasformarsi in un formale intervento.
Ora scriverò la vera pagina di diario, ma nessun occhio, oltre il mio, potrà appropriarsi di queste parole.
 
(………..)
 
 
 
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3 responses

31 10 2008
Francesco

Il punto è che la gente neanche lo sente questo disagio interiore, magari perchè non è fermamente convinta delle sue idee, magari perchè convinta che qualcun\’altro possa cambiare le cose a posto suo…il problema è che la gente non è che non vuole capire, il problema è che la gente è stata abituata a non capire ciò che succede con vere e proprie lobotomizzazioni mediatiche…spero vivamente che la gente si sensibilizzi ora più ke mai, se ne sente il bisogno….Ciao

31 10 2008
Dano

Hai ragione se capisco cosa intendi. Secondo me siamo nella decadenza della comunicazione. Adesso non ti sto a spiegare, perché c\’ho messo ore per scriverci un post in inglese e tradurlo in italiano sul mio blog!L\’importante è essere "preoccupati ma ottimisti" (citazione di LUI).

21 11 2008
Alberto

in effetti hai sollevato anche una questione su cui riflettevo tempo fa.Il paradossale dissidio di cui parlavi prima tra la voglia di solitudine e la necessità di esser per così dire "animali sociali".Daltronde come può non esser vero?L\’aria che respiri se ci pensi è stata già respirata da qualcun altro e la nostra stessa essenza dipende strettamente dall\’ambiente in cui siamo cresciuti e viviamo,perchè noi stessi siamo la risultante dei nostri pensieri che a loro volta sono stati plasmati dalle nostre esperienze e dalle circostanze in cui siamo inseriti.Proprio in virtù di questo noi non possiamo vivere soli.Per farti un esempio:cosa saresti tu senza le persone con cui sei cresciuta?secondo te,senza esser "influenzata" se vuoi,da loro,il tuo modo di essere sarebbe lo stesso?Con questo però non voglio dire che non esiste il libero arbitrio e che la capacità di ragionare con la propria testa è solo una vana illusione,il contrario;ma se vogliamo fare un\’attenta analisi di noi stessi,bisogna mettere anche questo in conto.Inoltre,se questo è vero,è anche vero che come spiegavi tu prima,la società,che sarebbe il contesto di cui parlavo sopra,è totalmente marcia,quindi…perchè non desiderare la solitudine?.E\’ assolutamente paradossale,concordo,ma è così,e da un certo punto di vista è fatalistico:non possiamo scappare da questo,e per come la vedo io,non c\’è rimedio…come spiegava zio prima,sarebbe necessaria la sensibilizzazione delle persone,ma finchè è più facile dire "chissenefrega,lascia che se ne occupi un altro",è logico pensare che non cambierà mai nulla.Non so..io continuo a restare perplesso.

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