mah

20 11 2008
Una rivelazione apotropaica si è fatta strada lentamente dentro me, ma Calliope oggi ha le mani gelide, non riesce a tenere una penna in mano.
Sa che esorcizzare se stessi è troppo arduo; c’è bisogno di importanza, c’è bisogno di sapere, anche se quello che si sa è sempre e solo un un altro modo di non sapere nulla.
C’è bisogno di una mano tesa, di un volto dagli occhi in lacrime di ghiaccio.
C’è bisogno di calore astratto, e di parole sicure, rassicuranti (per quanto la certezza sia solo un altro modo di chiamare un’incertezza).
Il silenzio non è mai infrangibile, a volte la voce è necessaria.
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serata universitaria maceratese

1 11 2008
ECCO A VOI I DELIRI SERALI DI 4 FOLLI, PER L’ESATTEZZA:
IO
ELIANA
DANIELE
VALERIO (DETTO SALERIO O PIU’ SEMPLICEMENTE SALERNO)
Giocando a uno si può perdere la dignità?
Ecco a voi il resoconto!




pagina di un diario contemporaneo

31 10 2008
 
 
COPIO UNA PAGINA DEL MYSELF CHE HO SCRITTO IERI NOTTE IN QUANTO LA REPUTO ESPLICATIVA DELLA SITUAZIONE GENERALE CHE SI STA VIVENDO OGGI, QUì, IN QUESTO CUMULO DI IDIOZIE, DITTATURE MEDIATICHE, STRUMENTALIZZAZIONE DEI MASS MEDIA E DELLE MENTI LOBOTOMIZZATE DEGLI ITALIANI!
 
31/10/2008    Venerdì     ORE: 00:11
 
‘Self,
dovrei raccontarti molto sulla Gelmini, sulla politica disintegrata della nostra nazione (semidisintegrata), sulla nuova dittatura che, come una scure, vuol decapitare un’intera generazione volendo farci credere che non vi siano soluzioni alternative valiede e che non sia una dittatura!
Molti di noi quelle soluzioni, anche se non del tutto risoluve, ce le avrebbero. Ma tacciono sotto la deformazione mediatica, sotto il falso che si spaccia per vero. Ma non starò quì a disquisire su questo.
 
 
 
La mia necessità primaria quando scrivo il diario è far emergere la mia interiorità cercando di comprenderla.
E’ più che ovvio che tutto è correlato; come diceva Togliatti "tutto è politica". E’ più che ovvio che in un mondo contemporaneo così disagiato si provi un forte disagio interiore. Più che palese che in un mondo dove tutto è apparire si abbia paura del proprio aspetto. Più che scontato che in un mondo dove tutto è caos mediatico e superficilaità si avverta nel profondo un caotico bisogno di profondità.
Eppure è difficile trovare qualcosa che emerga, difficile far affiorare in superficie un pensiero profondo.
Questo mondo ci ha disabituato a pensare e a riflettere sul mondo. Ci si aspetta che qualcun altro lo faccia al posto nostro!
Questo mondo ci sta facendo chiudere in un interiorità ermetica che non capisce cosa vuole e si arrovella su se stessa per comprendere i propri bisogni INELUTTABILI. Ci spinge ad evadere nel sogno ( di una terra lontana e quasi perfetta come i "cristalli" calviniani), nella fuga (oh mia Norvegia, sei così lontana e irraggiungibile!).
Io so tutto questo e lo vivo sulla mia pelle. E non posso combatterlo. E’ INELUTTABILE.
Mi guardo vivere come i poeti crepuscolari e resto sospesa in un tira e molla che va dal bisogno di rinchiudermi in una stanza da sola con un libro, alla disperata esigenza di ritrovarmi in mezzo a tanta gente.
E’ difficile restare soli in questo mondo che ci conduce alla solitudine più buia attraverso la vuota e artificiale mediazione comunicativa. Dov’è finito il tatto? Dove la voce? Dove finiranno l’inchiostro e l’odore puro della carta?
E’ ovvio allora che la condanna sia quella di non essere capaci di instaurare una relazione seria, nè di vivere da soli.
Il vero dissidio è quello tra solitudine e incapacità di essere soli.
Ed è proprio il MORBO di questa contemporaneità che ci ha portato a questa sorta di irrimediabile schizofrenia.
Eppure sento già che capirlo è un passo in avanti.
Comprendere tutto questo forse ci può aiutare a combatterlo.
Ma sto parlando al plurale e mi sto sbagliando.
Quanti di noi lo hanno compreso?
Quanti di noi si sono posti la domanda?
E’ più che certo che non mi rivolgo agli "stolti"; coloro che, ignari di tutto ciò che gli sta intorno sono ignari di tutto ciò che gli sta dentro. Eppure non siamo tutti degli stolti oggi?
Una società che preferisce che altri pensino per lei. Una società oligarchica e già morta in partenza. Ma forse anche tutto ciò che sto scrivendo è riduttivo e mi è già passato per la mente di pubblicare tutto sul blog (anche se molti leggeranno solo la prima riga e poi, stufi di pensare, chiuderanno la pagina per tornare a lobotomizzarsi il cervello con msn o i giochi on line).
Così che questa cessa di essere una pagina di diario per trasformarsi in un formale intervento.
Ora scriverò la vera pagina di diario, ma nessun occhio, oltre il mio, potrà appropriarsi di queste parole.
 
(………..)
 
 
 




TIRARSELA: inconsapevolezza del non sé o consapevolezza di sé?

18 10 2008

Ci sono persone che al loro primo apparire davanti ai nostri occhi suscitano irritazione. Il loro modo di atteggiarsi, di camminare con quel passo fiero molto simile a quello dei leoni nella loro savana, contrasta in qualche modo con l’imperfezione della loro figura. Potranno anche ridere di voi con aria di scherno, ma quella risata non farà mai male, al massimo genererà altrettante risate alle loro spalle, e loro, ignari dell’ilarità generale che si riversa sulla loro RIDICOLA figuara, continueranno a TIRARSELA  ( espressione gergale e di basso rango ma efficace nel rendere l’idea). Eppure il loro sguardo è così vuoto, le loro parole così vaque ed insignificanti, i loro discorsi così sciocchi, da far accapponare i capelli. Si reputano dei per cose assolutamente ordinarie, non hanno pensieri, non sono rapidi nell’agire e non sono belli! Non parlo di una bellezza standard e stereotipata. la bellezza è particolarità. Loro sono privi di partiocolari interessanti e se ne vanno in giro per le strade con l’atteggiamento di chi ha addosso la veste suprema di porpora e la corona d’alloro intorno intorno alla testa.

Bene, io non stimo queste persone. Nè le giudico, nè voglio dire cose che le possano offendere. Semplicemente mi fanno un po pena perchè non si accorgono di quanto siano ridicole.

E poi…… ci sono persone diverse. Persone che al loro primo apparire davanti ai nostri occhi suscitano uno sguardo sognante, persone che ci ammaliano con la delicatezza un po dandy del loro passo, o forse con la loro camminanta trasandata ma che nasconde un non so chè di mistico, di elegante nonostante il suo INCONSAPEVOLMENTE VOLUTO impianto grezzo e trascurato.

Ci sono persone che ridendo di scherno feriscono, che indicando qualcuno spaventano, che sorridendo benevole esaltano.

Sono persone circondate da non so quale alone di partiocolarità, di bellezza apolinnea. Si, la loro bellezza assomiglia al sogno e d’improvviso guardando nei loro occhi vissuti e profondi dimentichiamo i nostri.

Guardando la loro figura dimentichiamo la nostra e mnemosine viene inghiottita così, da questo bacchico magma. E’ dioniso che si impossa di lei!

Anche loro hanno l’aria altezzosa, un po ironica, un po "irritante", ma non possono generare irritazione, solo Ammirazione.

Questo perchè possono permettersi di avere quell’aria, quell’attegiamento che è per loro come la ricompensa ottenuta per una dura lotta.

Quell’atteggiamento significa vittoria, la vittoria di una lotta inestina duramente sofferta contro un insicurezza vorace, divoratrice di un ego che non c’è mai stato ed ora emerge alto nella sua maestosità, come per vendicarsi dei torti prima subiti.

Oppure si tratta semplicemente di consapevolezza.

Vi sembrerà paradossale detta così, quindi cercherò di rendere esplicativo il tutto ocn un esempio.

Nel primo caso pensate ad un bambino grasso e brutto, rinchiuso in se stesso, denigrato, emarginato dai suoi coetanei.

Passsava le sue giornate a casa a guardare film, oppure andava al cinema da solo.

Guardava quello schermo e ci vedeva dentro la vita che sognava, guardava quegli attori e pensava che avrebbe voluto diventare come loro.

Crescendo quel bambino si rese conto che non poteva diventare come quegli attori, ma che poteva scrivere una storia e diventare il loro dio, il regista, il capo.

Come poter biasimare quel bambino divenuto uomo se lo si vede oggi camminare a testa alta per la strada guardando con scherno tutti i passanti e sorridendo firamente soddisfatto della sua grandezza?

Come si può biasimarlo se ora, dopo anni di insicurezze e sofferenza quell’uomo ha realizzato un sogno?

Si, lo ha realizzato proprio ieri, o forse oggi. ha girato il suo primo film e si sente al settimo al cielo.

E’ magro, alto e bello… non ha brufoli sul volto, il sole si riflette sulla sua pelle ancora giovane.

E’ grasso, calvo, il naso aquilino e i denti piccoli e storti, eppure è bello.

E’ così bello che non si può non ammirarlo.

E quando parla… oh! Che musica la sua voce. Sa toccare il cuore di chiunque, la sua eloquenza non ha pari. La dizione perfetta cede bellezza ulteriore alla sua particolarità.

Oppure è un artista di strada inglese, alto, gli occhi ghiaccio come il mare del nord, i capelli dorati e lo sguardo da divo.

Cosa sarebbe quell’uomo senza la sua aria un po snob?

Perderebbe tutto il suo fascino, la sua bellezza non sarebbe notata, si perderebbe tra le strade della città  e in mezzo a quel rumore si farebbe silenzio.

 

 

 





dopo il viaggio PARTE 3

5 10 2008
Il cuore ha ripreso il suo battito lento, sempre uguale; e quel ritmo, privo di variazioni, di sussulti, di grida, quel ritmo statico e scialbo che accompagna le giornate vuote, sempre uguali, prive di imprevisti, di sussulti, di grida, è la ruggine che corrode la vita, è il tedio!
E’ la noia che gioca col tempo, guarda i secondi abbandonati a loro stessi ridere dei minuti che presto diverranno, e le ore, sempre più sorde, non odono bellezza, ne slanci passionali. Hanno forse dimenticato che presto anche loro diverranno giorni? O forse sanno già che quei giorni sono ciechi, hanno scelto la strada di Edipo che tutto sapeva nella sua incosapevolezza forzata.
Un verso mi rimboma nella testa "un’imprevisto è la sola speranza, ma mi dicono che è una stoltezza dirselo".
E’ a quel punto che Mnemosine (ancora una volta lei, la dea delle dee) mi porge la mano trascinandomi là dove il mio piede esitava a posarsi, catapultandomi là, dove il tempo è orgoglioso di se stesso e fermandosi davanti allo specchio si dimentica di dover andare, là, dove tutto è perfezione apollinea e dimenticanza bacchica. Là, dove tutto è rumore e silenzio.
 
 




DOPO IL VIAGGIO parte2

30 09 2008
 
Comprendere di non avere nulla da lasciarsi alle spalle se non una vita angusta, troppo stretta.
Comprendere che non c’è traccia di legami indossolubili, ma già frantumati  dal tedio nell’essenza.
Comprendere che non si tratta di una fuga, ma di un anelito di vita che da troppo tempo manca in queste terre dimenticate dagli dei!
Comprendere che il passato si è estinto lasciando solo il tanfo consunto di un ricordo evanescente, e che il presente è solo il limbo dove tutto tace, dove tutto è stasi ineluttabile.
Comprendere tutto questo e voler solo andare, partire, senza la benchè minima volontà di ritorno.
 




dopo il viaggio PARTE 1

24 09 2008
HALLELUJAH
I heard there was a secret chord

That david played and it pleased the lord

But you don’t really care for music, do you

Well it goes like this the fourth, the fifth

The minor fall and the major lift

The baffled king composing hallelujah

Hallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah ….

Well your faith was strong but you needed proof

You saw her bathing on the roof

Her beauty and the moonlight overthrew you

She tied you to her kitchen chair

She broke your throne and she cut your hair

And from your lips she drew the hallelujah

Hallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah …. .

Baby i’ve been here before

I’ve seen this room and i’ve walked this floor

I used to live alone before i knew you

I’ve seen your flag on the marble arch

But love is not a victory march

It’s a cold and it’s a broken hallelujah

Hallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah ….

Well there was a time when you let me know

What’s really going on below

But now you never show that to me do you

But remember when i moved in you

And the holy dove was moving too

And every breath we drew was hallelujah

Well, maybe there’s a god above

But all i’ve ever learned from love

Was how to shoot somebody who outdrew you

It’s not a cry that you hear at night

It’s not somebody who’s seen the light

It’s a cold and it’s a broken hallelujah

Hallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah ….

JEFF BUCKLEY


Ho sentito che c’era un accordo musicale segreto

che Davide suonò e che piacque al Signore

ma non ti importa molto della musica, vero?

beh, funziona così: il quarto, la quinta,

il minore abbassa, il maggiore alza

il re confuso compose l’Hallelujah

Hallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah

beh la tua fede era forte,

ma avevi bisogno di una dimostrazione

l’hai vista fare il bagno sul tetto

la sua bellezza e la luce

della luna ti abbattevano

lei ti ha legato alla

sua sedia della cucina

lei ha rotto il tuo trono

e ti ha tagliato i capelli

e ti ha cavato dalle labbra l’Hallelujah

Hallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah

baby sono già stato qui

ho visto questa stanza e

ho camminato su questo pavimento

ero solito vivere da solo prima di conoscerti

ho visto la tua bandiera sull’arco di marmo

ma l’amore non è una marcia di vittoria

è un freddo e un grave Hallelujah

Hallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah

beh c’è stato un tempo

in cui mi hai fatto sapere

cosa succede veramente sotto

ma adesso non me lo mostri mai, vero?

ma ricorda quando sono venuto a stare con te

anche la Santa Colomba si stava spostando

e ogni nostro respiro era un Hallelujah

beh forse c’è un Dio lassù

ma tutto quello che ho imparato dall’amore

è come colpire qualcuno che ha

sguainato la spada prima di te

non è un pianto quello che senti di notte

non è qualcuno che ha visto la luce

è un freddo e un grave Hallelujah

Hallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah